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Itinerario di 3 settimane da Vancouver a San Diego

Il cosiddetto Pacific Northwest era da tempo nei miei programmi di viaggio insieme anche all’idea di approfondire maggiormente la California. Così è nato questo itinerario un po’ insolito che parte da Vancouver e finisce nella splendida San Diego attraversando panorami e paesaggi incredibili.

È un viaggio on the road di 3 settimane e francamente, è impensabile farlo con meno tempo a disposizione. Diversamente da altri viaggi ad ovest, questo si concentra maggiormente sulle città e un pochino meno sulla natura, ma nulla vieta di personalizzarlo come si vuole.

Abbiamo deciso di percorrere la tratta Vancouver-Seattle in treno ed è un’esperienza che mi è piaciuta tantissimo. La macchina l’abbiamo ritirata poi all’aeroporto di Seattle e riconsegnata all’aeroporto di San Diego. In questo modo non abbiamo pagato il drop off che invece avremmo dovuto corrispondere se avessimo noleggiato a Seattle downtown.

Giorno 1-2

Arriviamo in Canada dopo un’interminabile volo. Abbiamo fatto scalo a New York dove abbiamo poi preso il volo per Vancouver. L’ultima tratta è stata tremenda: aereo vecchio e temperature polari.

Alle 23 sbarchiamo in territorio canadese e poco dopo raggiungiamo il nostro hotel: il Comfort Inn Downtown, carino, pulito, in ottima posizione e con colazione compresa nel pub a fianco. Il giorno seguente, complice il jet lag, siamo pronti molto presto per la visita della città.

Vancouver è molto carina e piena di verde, mi è sembrata una città decisamente vivibile e a misura d’uomo. Credo abbia solo un grosso problema di homeless perché in certe zone erano davvero tantissimi.

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Vancouver © Mettersi in viaggio

Come prima cosa ci dirigiamo verso lo Stanley Park che definirlo parco è veramente riduttivo! È praticamente una foresta circondata dall’oceano Pacifico. Vi consiglio di visitarlo noleggiando delle biciclette. Tutto intorno al parco c’è un sentiero dove si incontra tantissima gente che fa jogging, va in bicicletta o semplicemente passeggia.

Passiamo anche in un punto dove sono raccolti numerosi totem indiani: in realtà sono delle repliche degli originali, ma comunque suggestivi. Dopo essere passati dal Canada Place, una struttura che viene utilizzata per esposizioni e fiere, ci dirigiamo verso Gastown, la zona turistica dove c’è il caratteristico orologio a vapore che però… non va a vapore, ma è elettrico. Rimandiamo gli acquisti di souvenir al giorno seguente e ceniamo presto con un ottimo salmon & chips.

Giorno 3

Abbiamo ancora mezza giornata da dedicare alla piacevolissima Vancouver:  infatti alle 17:45 ci aspetta il treno Amtrak (la tariffa più bassa si aggira intorno a 40-50$) che ci porterà fino a Seattle dove arriveremo poco dopo le 22 di sera. Ritorniamo a Gastown dove ci perdiamo tra i vari negozi di souvenir dove il prodotto principale è ovviamente lo sciroppo d’acero insieme a tutti i suoi derivati. Se il tempo lo permette vi consiglio anche un giretto sulla spiaggia!

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Vancouver – Girl in a Wetsuit © Mettersi in viaggio

Per prendere il treno si fa un check in stile aeroporto, per di più visto che noi passiamo il confine, ci controllano i passaporti e ci fanno le solite domande di rito. Le valigie le caricano nel vagone stiva come in aereo e si recuperano all’arrivo.

Arriviamo puntuali a Seattle, tempo di recuperare i bagagli e ci dirigiamo subito al Moore Hotel, albergo dall’ottimo rapporto qualità/prezzo e situato in posizione strategica.

Giorno 4

Seattle mi ha totalmente conquistata, sarà che abbiamo trovato un tempo splendido, ma ci avrei passato volentieri qualche altro giorno
La prima tappa obbligata è il Pike Place Market dove si può gironzolare per ore tra una bacarella e l’altra di ottimi prodotti alimentari. Non perdetevi quella del pesce dove i venditori si lanciano l’un l’altro i salmoni e assaggiate le ciliegie del monte Raines!

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Seattle – Pike Place Market Girl in a Wetsuit

A pochi metri da questo stupendo mercato c’è il primo Starbucks degli Stati Uniti, dove c’è sempre un’interminabile coda di gente che vuole prendere il caffè in questo luogo “storico”.

Dopodiché io vi consiglio senza ombra di dubbio una visita al Museum of Pop Culture, un posto fantastico dedicato alla musica e alla cultura pop. Se avete dei bambini, lo apprezzeranno anche loro. Il museo è organizzato benissimo e già da fuori colpisce per l’architettura pazzesca: infatti è stato progettato dal famoso architetto Frank Gehry. Controllate sul sito le varie mostre in corso perché sono sempre molto interessanti! Anche i biglietti conviene acquistarli via web perché si risparmia qualche dollaro.

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Il primo Starbucks – Museum of Pop Culture © Mettersi in viaggio

La prossima tappa è Kerry Park da dove si può ammirare Seattle con il suo inconfondibile skyline. Sempre per una vista panoramica si può anche salire sul simbolo della città lo Space Needle (il bigletto va dai 27 ai 37$ a seconda dell’orario), magari al tramonto.

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Seattle skyline © Mettersi in viaggio

Una cosa che trovo evitabile è il famoso muro di gomma, praticamente una parete in un vicolo poco distante dal mercato totalmente ricoperta di gomme da masticare.

Per cena vi consiglio l’Athenian’s  (www.athenianseattle.com) dentro il Pike Market oppure The Crab Pot (www.thecrabpotseattle.com) sul waterfront, location anche di una puntata di Man vs Food.

Giorno 5

Lasciamo di buona mattina il Moore Hotel, prendiamo lo skytrain e arriviamo all’aeroporto di Seattle dove ci dirigiamo al banco della Alamo per ritirare il nostro midsize suv.

Il primo obiettivo è passare da Aberdeen per un unico motivo: fare la foto al cartello stradale della città. Aberdeen è la città Natale di Kurt Cobain, lo scomparso leader dei Nirvana e il cartello stradale con il nome della città riporta anche il titolo di una delle sua canzoni più famose Come as you are.

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Aberdeen © Mettersi in viaggio

Il punto è che noi pensavamo che il cartello non fosse proprio in autostrada… quindi se volete fermarvi per fotografarlo, sappiate che dovrete accostare sul ciglio della strada con le macchine che sfrecciano a pochissima distanza e non credo neanche che sia consentito.

Si prosegue lungo la bella costa dello stato di Washington ed arriviamo ad Astoria, dopo aver attraversato il Megler bridge che separa lo stato di Washington dall’Oregon. Astoria è la città dove è stato girato il film cult I Goonies ed è quindi possibile visitare molte location delle riprese compresa la prigione che si vede all’inizio del film e che ora ospita l’Oregon Film Museum.

In serata raggiungiamo Portland e ci dirigiamo subito nel quartiere di Nob Hill, molto carino e pieno di locali, ristoranti, birrerie e negozietti. Non vi consiglio la guesthouse dove ho alloggiato perché non era veramente degna di nota.

Giorno 6

Portland è una città dove lo stile di vita hipster la fa da padrone, ricca di biciclette e di micro birrifici. Inoltre è la patria del creatore dei Simpson, Matt Groening, di uno dei miei cantautori preferiti, Elliot Smith e la città dove vive Isaac Brock, il cantante del gruppo Modest Mouse.

Molto carino è il Pearl District, con i suoi ristoranti e gallerie d’arte. Ma Portland è anche la città dei food cart: ne troverete tantissimi e con un offerta di cibo impressionante. Su questo sito trovate una mappa di tutti quelli presenti in città.

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Portland – Food Cart © Mettersi in viaggio

Per spezzare la giornata vi consiglio anche una degustazione delle ottime birre locali. Se poi vi avanza tempo e amate i libri, fate un salto alla Powell’s City of Books (www.powells.com), la più grande libreria indipendente del mondo.

Per merenda (o colazione) non potete perdervi  il più famoso e originale negozio di ciambelle della città: Voodoo Doughnut (www.voodoodoughnut.com) dove vi consiglio di provare la ciambella con bacon e sciroppo d’acero.

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Portland – Beer tasting © Mettersi in viaggio

Giorno 7

Oggi si riparte, la tappa della giornata è il Crater lake. Dopo aver attraversato foreste di conifere a profusione giungiamo finalmente a questa meraviglia della natura: lo spettacolo e i colori sono incredibili.

oregon - crater lake
Crater Lake © Mettersi in viaggio

Si tratta di un lago nato a causa dello sprofondamento di un vulcano. La particolarità è il blu intensissimo dell’acqua, davvero stupefacente. Il lago non ha affluenti pertanto viene alimentato solo dall’acqua piovana e dalla neve.

Dopo la visita arriviamo nel tardo pomeriggio Medford e dormiamo in un anonimo, ma pulito motel.

Giorno 8

Durante la tappa di oggi lasceremo l’Oregon per  la California. L’arrivo è previsto a Santa Rosa in serata. Perché Santa Rosa? Ma perché è la sede del Charles M. Schulz Museum, il museo dedicato al creatore dei Peanuts! Ne parlo in modo approfondito in questo post.

Ma prima ci sono altre soste lungo la strada e la prima è l’Avenue of the Giants. Questa strada attraversa l’Humboldt Redwoods State Park ed è suggestivo viaggiare circondati da questi alberi maestosi e meravigliosi.

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Avenue of the Giants © Mettersi in viaggio

La seconda sosta è vicino a Leggett per il Chandelier drive-thru tree, un gigantesco albero forato che si può attraversare con la macchina.

leggett - chandelier drive-thru tree
Leggett – Chandelier drive-thru tree © Mettersi in viaggio

Da qui si tira dritti fino a Santa Rosa dove arriviamo al nostro motel giusto per cena. Il problema di un paesello come Santa Rosa è che alle 21 di sera tutti i posti per mangiare che non siano una catena sono chiusi.

Ma alla fine scoviamo questo Ausiello’s 5th Street Grill, uno sport bar che resta aperto fino a tardi e beh, se per caso passate di lì, vi assicuro che mangerete uno dei migliori  hamburger della vostra vita.

Giorno 9

Dopo la visita al museo si lasciano Santa Rosa e i Peanuts per ls Napa Valley con tappa finale a San Francisco.

Visitiamo due cantine, la prima, molto turistica è quella di Francis Ford Coppola (www.francisfordcoppolawinery.com) a Geyserville. I vini, a mio avviso, non sono niente di particolarmente esaltante. Vale però la pena visitarla per tutto il contorno: tenuta bellissima e mini esposizioni dedicate ai film di Coppola. Potrete trovare la scrivania de Il Padrino, una macchina usata in Tucker, un uomo e il suo sogno, una bacheca con tutti gli oscar vinti e costumi usati in altri film.

Ci spostiamo poi alla Artesa Winery (www.artesawinery.com), una cantina bellissima scavata in una collina. Qui i vini, a mio parere, sono decisamente superiori (e anche molto più costosi) e la vista che si gode dalla terrazza è stupenda!

napa valley - artesa winery
Napa Valley – Artesa Winery © Mettersi in viaggio

Arrviamo a San Francisco nel tardo pomeriggio dopo aver attraversato il Bay Bridge. Alloggiamo Lombard Motor Inn (pulito, ottima posizione e con parcheggio gratuito) e andiamo subito a vedere i famosi tornanti di Lombard Street che distano giusto una salita da noi.

Per cena andiamo al Mel’s drive-in (melsdrive-in.com), un diner stile anni ’50, con mini juke box ad ogni tavolo.

Giorni 10-11-12

A San Francisco dedichiamo 3 giorni pieni che sono direi il minimo per vedere le cose principali. In realtà noi, essendoci, già stati in passato, per questione di tempo alcune cose classiche le abbiamo saltate: per esempio non siamo andati ad Alcatraz o a Sausalito. Se è però la prima volta vi consiglio di includerle nel vostro tour. In particolare prenotate con largo anticipo il tour per Alcatraz!

San Francisco
San Francisco © Mettersi in viaggio

Il primo giorno d’obbligo un salto a Ghirardelli Square e soprattutto al Fisherman’s wharf, molto turistico, ma sempre divertente.

Nel pomeriggio ci dirigiamo verso Chinatown dopodiché facciamo tappa a North Beach e visitiamo la City Light Bookstore, casa editrice e libreria fondata da Lawrence Ferlinghetti e famosa per essere il ritrovo della Beat Generation.

Il secondo giorno prendiamo l’autobus che ci porta diretto in zona Haight-Ashbury, il quartiere hippy. Dopo aver le foto di rito ci dirigiamo verso Alamo Square per ammirare le splendide casette vittoriane.

Si riprende il cammino verso il quartiere di Castro, il centro della San Francisco gay e noto anche per essere apparso nel film Milk.

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San Francisco – Castro © Mettersi in viaggio

La prossima tappa è Mission per fotografare qualche murales. Il quartiere è pieno di negozietti carini e gallerie d’arte. Di sera sembra non sia consigliabile andarci, ma di giorno mi è piaciuto molto.

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San Francisco – Mission © Mettersi in viaggio

Dopo il giretto a Mission scarpiniamo ancora su Valencia Avenue fino ad incrociare la fermata del tram su Market Street.
 Scendiamo in zona Union Square ed è tempo per giro di shopping.

Il terzo giorno è il momento del Golden Gate! Arrivati a destinazione vi consiglio senza ombra di dubbio di andare verso Crissy Field per immortalare il ponte nella sua interezza.

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San Francisco – Golden Gate © Mettersi in viaggio

Un’altra esperienza divertente è il giro sul tram storico di San Francisco, il Cable Car! Attenzione perché le code sono sempre molto lunghe. Se siete al Fisherma’s Wharf potete prenderlo al capolinea a Bay Street.

Per cena vi consiglio, se amate il pesce, Joe’s Crab Shack (www.joescrabshack.com) una catena specializzata in granchio oppure, se amate le atmosfere anni ’50, Lori’s Diner (lorisdiner.com).

Giorno 13

È giunto il momento di salutare la meravigliosa San Francisco: oggi si ricomincia con l’on the road!

Vi consiglio una sosta a Monterey e a Carmel, per poi entrare sulla 17-Miles Drive, una strada panoramica a pagamento che passa attraverso campi da golf, case di lusso e spiagge selvagge.

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California 17-mile drive © Mettersi in viaggio

Ma lo spettacolo più bello della giornata è sicuramente il tratto di Big Sur che offre dei paesaggi mozzafiato. Noi abbiamo avuto anche la fortuna di avvistare delle balene,

In serata si arriva a San Luis Obispo dove ci fermiamo a dormire al Avenue Inn Downtown che vi consiglio: camere tenute molto bene e pulito.

Giorno 14-15

Oggi ci aspetta una lunga tappa di trasferimento e l’obiettivo è quello di arrivare a Las Vegas il più presto possibile, quindi alle 7 siamo in auto.

L’unica tappa degna di nota di questo lungo tratto desertico è la stazione di servizio dove ci fermeremo a fare rifornimento: proprio in quel punto James Dean ebbe l’incidente mortale a bordo della sua porsche.

Alla fine arriviamo a Las Vegas e ci dirigiamo verso l’Hard Rock Hotel. L’hotel non è proprio sulla strip, col senno di poi ne sceglierei uno posizionato meglio, ma in questo caso a guidarci nella scelta è stato un prezzo veramente stracciato.

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Las Vegas © Mettersi in viaggio

A Las Vegas non sembra, ma ci sono tantissime cose da fare. Per esempio, se siete stufi di slot machine, hotel giganteschi e centri commerciali, potete fare una gita alla Valley of Fire, un bel parco dalle rocce rosse a poca distanza dalla città.

Altrimenti potete rilassarvi nella piscina del vostro hotel prima di gustarvi uno dei numerosi buffet della città! Io vi consiglio quello dell’Aria o del Bellagio.

In serata non perdetevi uno spettacolo del Cirque du Soleil: ce ne sono in programma diversi, tutti incredibilmente strabilianti!

Giorno 16-17-18

Si riparte con destinazione Los Angeles! Se anche voi siete tra i numerosi detrattori di questa città vi rimando a questo articolo che ho scritto su uno dei miei quartieri preferiti: magari cambierete idea!

A mio avviso ci sono tante cose da fare a L.A.!
Potete cominciare la giornata a Santa Monica, noleggiare una bicicletta e arrivare fino a Venice. Nel pomeriggio potete fare un salto sul famoso viale delle stelle e poi salire al Griffith Observatory per ammirare il tramonto. Finite la vostra serata sul Sunset Boulevard, magari andando a vedere un concerto al mitico Whisky a go go.

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Santa Monica © Mettersi in viaggio

Non perdetevi neanche un giretto a Downtown per vedere i grattacieli e la Los Angeles “storica”. Se siete appassionati di architettura date un’occhiata alla Walt Disney Concert Hall e al museo The Broad.

Se poi siete appassionati di cinema non potete perdervi uno dei numerosi tour degli studios: dagli strafamosi Universal Studios, ai Warner Bros, Paramount, ecc…

Giorno 19-20-21

Se Los Angeles non vi convince, San Diego sicuramente vi conquisterà!

Ci sono tantissime cose da fare e 3 giorni sono davvero il minimo per vivere un po’ la città.

Se amate leggere vi consiglio due libri di Don Winslow ambientati a San Diego: La pattuglia dell’alba e L’ora dei gentiluomini. Sono dei noir, ma a parte i risvolti più cupi, vi daranno un’idea del “mood” della città.

Tra le cose che vi consiglio sicuramente c’è la visita di La Jolla, a circa 20 minuti da San Diego, una località turistica dalle spiagge bianche e dall’atmosfera rilassata tipica della California del sud.

Dopo un messa giornata trascorsa lì potete riprendere l’auto e puntare verso Coronado che si estende su una penisola al largo della baia di San Diego, collegata dall’altissimo omonimo ponte. La località è senza dubbio meta vacanziera di molti milionari e star di Hollywood. Se passeggiate per il centro troverete tante boutique esclusive e gallerie d’arte.

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San Diego – Hotel del Coronado © Mettersi in viaggio

Non mancate di visitare lo storico Hotel del Coronado, costruito nel 1888, uno dei resort più prestigiosi al mondo e location del celeberrimo film A qualcuno piace caldo.

Immancabile anche il Balboa Park, la visita della portaerei USS Midway e una puntata al Kansas City BBQ ovvero il mitico locale di Top Gun. Se avete bambini è d’obbligo una giornata a Sea World.

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San Diego – USS Midway © Mettersi in viaggio

Se vi avanza tempo fate un salto all’Old Town San Diego, decisamente poco “old”, ma comunque un giretto è piacevole. In zona troverete anche degli ottimi ristoranti messicani.

Per un po’ di mare, a parte i posti sopra citati, potete andare a Mission Beach e a Pacific Beach dove si trova anche il Cystal Pier. Costruito negli anni ’20 come parco di divertimento sull’acqua con una sala da ballo, oggi è un hotel di lusso.

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San Diego © Mettersi in viaggio

Per le serate vi consiglio un aperitivo nel quartiere di Gaslamp e per cena il mitico Phil’s BBQ (philsbbq.net) con le sue fantastiche ribs e i giganteschi anelli di cipolla fritti.

There are 2 comments for this article
  1. elena - viaggiodolceviaggio Novembre 23, 2018 9:22 pm

    Bellissimo viaggio. Io ne ho fatto un pezzo, unito poi ai parchi tra California, Arizona, Utah e Nevada lo scorso anno, per il viaggio di nozze. Il viaggio della vita.

    • Polly Novembre 24, 2018 12:51 pm

      Io adoro gli Stati Uniti, specialmente l’ovest: ci tornerei sempre!

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