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Itinerario di 3 settimane in Cina

Durante le 3 settimane abbondanti che ho trascorso in Cina ho visto davvero tantissime cose. È stato davvero un viaggio lungo e impegnativo e non so se consiglierei a tutti gli stessi ritmi che ho tenuto io.

Come dicevo in un altro post la Cina è immensa ed occorre un’attenta pianificazione per capire cosa visitare e cosa lasciare indietro per un futuro viaggio. Le distanze sono spesso notevoli e se aggiungiamo difficoltà a farsi capire e un caldo atroce (in agosto), ecco che la necessità di valutare l’effettiva fattibilità di ogni tappa diventa indispensabile.

L’itinerario che trovate qua sotto prevede alcuni spostamenti con volo interno e altri con treno, in vagone letto, in modo da viaggiare principalmente nelle ore notturne.

Tenete conto che spesso le “attrazioni” non si trovano direttamente in città e quindi bisogna prevedere un ulteriore trasferimento più o meno lungo in autobus.

Giorno 1

Il viaggio non parte nel migliore dei modi: infatti dopo un lungo volo Milano-Pechino, scopriamo che i voli per Shanghai sono stati tutti cancellati causa tempesta tropicale. Veniamo quindi ricollocati sul volo delle 8 del mattino successivo, dopo una bella nottata passata in aeroporto.

Giorno 2

Arriviamo in mattinata a Shanghai decisamente non riposate. Ci fiondiamo subito al Rock & Wood Hostel (carino, pulito e in buona posizione) e necessitiamo assolutamente di dormire per almeno 1 ora.

Per pranzo ci vediamo con due amici in Piazza del Popolo. Con la metro, economica, efficiente e modernissima è molto facile muoversi. Assaggiamo subito la specialità della zona: i ravioli! Sono buonissimi e, dopo aver girato tutta la Cina, posso dire che quelli di Shanghai sono i migliori. Nel pomeriggio ci spostiamo sulla commerciale Nanjing Road e passiamo la serata sullo scenografico Bund. Qua cominciamo a capire che i cinesi sono davvero tantissimi!

Giorno 3

La giornata di oggi è dedicata all’esplorazione di Shangai. Purtroppo a causa del volo cancellato abbiamo perso un’abbondante mezza giornata, quindi dobbiamo concentrare tutto oggi. Il caldo umido e soffocante non aiuta. Cominciamo dal mercato delle perle dove parte subito lo shopping sfrenato. Ci spostiamo dopo pranzo nella Shanghai più tradizionale dove si trova il giardino Yuyuan e ci riposiamo in una splendida sala da tè.

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Shanghai © Mettersi in viaggio

Passiamo poi alla zona moderna visitando i grattecieli del quartiere di Pudong. Saliamo in cima all’edificio soprannominato “cavatappi” e ci godiamo una vista spettacolare della città.

Per cena abbiamo un appuntamento con un amico italiano che vive lì e ci porta a gustare le specialità locali. L’approccio con la vera cucina cinese è decisamente positivo.

Giorno 4

Nel primo pomeriggio abbiamo il volo per Guilin. La mattinata doveva essere dedicata alla visita della Concessione francese, ma purtroppo alcuni problemi intestinali ci hanno obbligato a rimanere in ostello. Arriviamo a Guilin in serata e alloggiamo al Wada Hostel, anche questo consigliato!
L’ostello organizza anche le escursioni e ci accordiamo per quella alle risaie di Longsheng del giorno successivo e per la navigazione sul fiume Yulong due giorni dopo.

Giorno 5

Oggi è il giorno delle risaie dette “spina dorsale del drago”. L’escursione prevede prima una sosta in un villaggio dove vivono le donne che non si tagliano mai i capelli. La visita è molto turistica ed assolutamente evitabile. Le risaie invece meritano davvero. Raggiungerle è una sfacchinata: si cammina ovviamente in salita nelle ore più calde della giornata sotto un sole cocente e con umidità che rasenta il 100%. La vista una volta arrivati in cima è però impagabile!

Giorno 6

Si parte in mattinata per l’escursione lungo il fiume Yulong. Le imbarcazioni sono da circa 4 posti e imitano quelle tradizionali in bambù. Lo spettacolo che offre questa zona con le sue formazioni carsiche è magico! Una volta finita la navigazione prendiamo l’autobus e arriviamo a Yangshuo dove pernottiamo un po’ fuori dalla calca cittadina al bellissimo Yangshuo Mountain Retreat, una vera oasi lungo il fiume.

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Yangshuo © Mettersi in viaggio

Giorno 7

Nessun programma particolare per oggi se non esplorare i dintorni e la sera assistere al suggestivo spettacolo sul fiume “Impression Sanje Liu”, ideato dal regista cinese Zhang Yi Mou.

A Yangshuo c’è anche un bellissimo campo di fiori di loto che vi consiglio di visitare. Nel pomeriggio visitiamo Fuli, la città dei ventagli, molto carina.

Giorno 8

Oggi facciamo ancora un giro per Yangshuo e ins serata rientriamo in bus a Guilin poiché l’indomani avremo l’aereo per Chengdu.

Giorno 9

In mattinata ne approfittiamo per visitare la città. Seguendo i consigli della ragazza alla reception prendiamo un autobus ed arriviamo al centro, dove c’è un bellissimo parco con due alte pagode che spuntano dall’acqua.

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Guilin © Mettersi in viaggio

Infatti attraverso il centro della città di Guilin due fiumi e quattro laghi formano una pittoresca via d’acqua circondata da osmanti. I due fiumi sono il Fiume Li ed il Fiume Taohua, mentre i quattro laghi sono il Lago del Pino Cinese (Shan Hu), il Lago del Baniano (Rong Hu), il Lago degli Osmanti (Gui Hu) ed il Lago del Drago di Legno (Mulong Hu).

Questo luogo è veramente suggestivo, un paradiso verde ed elegante e la ciliegina sulla torta sono le due bellissime pagode gemelle del Sole e della Luna. La pagoda del Sole in particolare è alta 41 metri e mi pare di aver letto che sia la pagoda in rame più alta del mondo ed è collegata a quella della Luna da un tunnel sotterraneo.

Appena fuori dal parco il traffico e il caldo ci uccidono, quindi pranziamo e dopo un po’ torniamo in ostello a recuperare i bagagli per poi andare in aeroporto.

Giorno 10

Siamo finalmente nella città dei panda! Il mio sogno da quando ho cominciato a programmare questo viaggio. A Chengdu alloggiamo al Flip Flop Hostel e anche in questo caso mi sento di consigliarlo senza problemi.

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Chengdu – Riserva dei Panda © Mettersi in viaggio

Effettuiamo la mattina la visita al Chengdu Research Base of Giant Panda Breeding che si trova poco fuori Chengdu. Inutile dire che si è trattata di un’esperienza magnifica che ricordo ancora con gioia.

La sera proviamo la piccantissima cucina del Sichuan e devo dire che con il piccante non scherzano!

Giorno 11

La giornata di oggi è dedicata alla visita del buddha gigante di Leshan. In serata prenderemo poi il treno notturno per X’ian.
A Leshan dicevo, c’è la statua di Buddha più grande del mondo, scolpito in una parete rocciosa alta circa 70-80 metri. Si parte di prima mattina con l’autobus e si arriva presto a Leshan, ma il caldo è già torrido. Una prima scalinata in mezzo alla vegetazione lussureggiante e siamo in cima alla testa del Buddha. Le scalinate sotto il sole saranno il leitmotiv di questa vacanza.

Una volta in cima ci si mette in coda per scendere alla base della statua. La scala per scendere è ovviamente affollatissima, ma alla fine ce la facciamo e l’effetto è incredibile. L’uomo è davvero capace di opere che sembrano impossibili.

La risalita è  ancora più tosta. I gradoni sono altissimi e più di una volta mi sono dovuta issare con le braccia per salire… va bene che sono bassa però insomma…
Alla fine però ne è valsa la pena.
Al ritorno passiamo a ritirare i nostri bagagli in ostello e ci facciamo portare in stazione.

Giorno 12

Arriviamo a Xi’an ovviamente quando il sole raggiunge lo zenith e ce lo ritroviamo a picco sulle nostre testoline mentre siamo in coda per prendere un taxi che dalla stazione ci porti in albergo.
Dopo circa 45 minuti arriva il nostro turno e finalemente… no il taxi ci vede, ci identifica come perfidi occidentali e dribbla a favore dei miti asiatici dietro di noi.
Va beh prendiamo quello subito dietro… magari! Anche questo ci evita accuratamente. A questo punto il nervosismo ha la meglio e blocchiamo il taxi successivo con i nostri corpicini buttandoci a pesce.
Questa volta ci carica, ma per punizione non ci apre il bagagliaio quindi facciamo tutto il tragitto con i nostri enormi zaini in braccio.
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X’ian © Mettersi in viaggio

L’hotel (Hang Tang House) è carino, recuperiamo un attimo le forze e facciamo un giretto per la città. Avventurandoci per le strade della città avvistiamo subito le due torri, della campana e del tamburo, molto suggestive.
Proseguiamo nel quartiere musulmano molto carino e pieno di bancarelle. La moschea è un’oasi di pace e tranquillità.

Giorno 13

Altra giornata impegnativa: si vanno a vedere i famosi guerrieri di terracotta ed in serata si prende il treno notturno per Pingyao.
Ci incamminiamo di buon’ora verso la stazione degli autobus per raggiungere l’esercito di terracotta; la coda per il bus è lunga circa 7 km abbondanti ovviamente sotto il sole cocente. Raggiungiamo finalmente il sito con i guerrieri dopo 1 oretta di viaggio.

Al solito becchiamo l’ora migliore della giornata quando il sole raggiunge lo zenith: 45 gradi percepiti e ovviamente la biglietteria dista 2 km dall’ingresso (sotto il sole) e non ci sono indicazioni scritte in lingue comprensibili.
In un modo o nell’altro arriviamo ai padiglioni. Il primo e il secondo mostrano gli scavi e la maggior parte dei guerrieri sono ancora sepolti. Il terzo è un padiglione immenso con i guerrieri disposti in file ordinate. Sono tantissimi, ad altezza naturale e tutti diversi: impressionante!

Giorno 14

Dopo 8 ore di treno raggiungiamo l’amena località di Pingyao. Pingyao è una cittadina tradizionale cinese patrimonio dell’Unesco, interamente circondata da mura.

Anticamente  era il centro finanziario della Cina: durante la Dinastia Qing la città ospitava almeno 20 istituzioni finanziarie, più della metà dell’intero paese. Tra di esse vi era la “Rishengchang”, considerata la prima banca della Cina. (fonte Wikipedia).

Alloggiamo in una tipica guesthouse tradizionale cinese, Cheng Jia straconsigliata!

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Pingyao © Mettersi in viaggio

La cittadina è stupenda, in particolare la sera quando si accendono tutte le lanterne e l’atmosfera è davvero particolare.

Giorni 15 -16

Il quindicesimo giorno è di puro trasferimento. Prendiamo il treno da Pingyao intorno alle 13 ed arriveremo a Datong alle 21 di sera.
A Datong ci aspetta il famoso tempio sospeso di Xuankong, una delle cose più belle che ho visto in Cina.
La struttura interamente in legno, abbarbicata sulla parete rocciosa in mezzo all’alveo di un fiume, è veramente suggestiva e bellissima.
È difficile credere che un solo monaco abbia potuto costruirla e che riesca a rimanere ancora in piedi. I tetti sono gialli e verdi decorati con dragoni e i tempietti hanno statue di Buddha felici.
Saliamo percorrendo scalette ripidissime e botole, ammiriamo il paesaggio e facciamo foto a volontà, senza quasi versare una goccia di sudore.

Giorno 17

Alle 8 del mattino prendiamo il treno per Pechino, dove arriviamo verso le 14.30.
Il tempo di sistemarci in hotel e di fare un giretto nei dintorni e poi ce ne andiamo a letto perché le giornate seguenti sarebbero state dense di cose da fare e vedere.

Abbiamo scelto il 161 Hotel, carino, pulito e in ottima posizione.

Giorni 18

Il primo giorno si parte da piazza Tien’anmen (in cinese tradizionale ovviamente 天安門廣場).
È emozionante rendersi conto di essere al centro di un pezzo di storia.

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Pechino – Piazza Tien’anmen © Mettersi in viaggio

Lo sguardo severo del regime in realtà non si percepisce per niente; quello che si osserva palesemente è che i cinesi so’ tantini. Dalla piazza la meta successiva è la straordinaria Città Proibita che visitiamo usufruendo di comode audioguide. L’ultima visita della giornata è il Tempio del Cielo, dalla struttura circolare maestosa e coloratissima.

Giorno 19

Il giorno seguente visitiamo il Palazzo d’estate e il Lama Temple, tempio buddista molto importante. Concludiamo la giornata con un po’ di shopping in un gigantesco “fake market”.

Stremate dagli acquisti selvaggi ci rimane un’ultima cosa da fare: assaggiare la famosissima anatra alla pechinese (altrimenti cosa siamo venute a fare a Pechino?).
Il ristorante si chiama Da Dong e pare che sia uno dei migliori per l’anatra! Appena entrate ci pare un po’ troppo lussuoso e formale e mette un pochino di ansia, ma basta un assaggio di pelle-grassissima-di-anatra-laccata-ricoperta-di-zucchero a farci andare in estasi.
Una vera delizia. La cena più cara della Cina (ma comunque a buon prezzo per i nostri standard: 27 € a testa).

Giorno 20

Il terzo giorno lo dedichiamo alla Pechino più moderna. Cominciamo con la visita del quartiere 798, una zona molto carina po’ fuori mano dove si sono concentrate gallerie d’arte, negozietti di design e caffetterie. Arriviamo un po’ prestino ed è ancora tutto chiuso così ci prendiamo qualcosa in un bar in attesa che il quartiere si risvegli.

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Pechino – Quartiere 798 © Mettersi in viaggio

Dopo un giretto esplorativo decidiamo di spostarci per andare a vedere il quartiere olimpico sede dei giochi del 2008: stadio a forma di nido di rondine, fiaccolone gigante e una decina di ravioli a condire il tutto! Nell’area cibo antistante avvistiamo anche spiedini di scorpioni e altre amenità, ma per il momento soprassediamo.
Si prosegue con la visita al quartiere finanziario dove c’è questo curioso edificio (sede della tv di Pechino) soprannominato “i calzoncini”.

Giorno 21

L’ultimo giorno ci aspetta una delle visite più attese: la Grande Muraglia.
Abbiamo scelto la zona di Mutianyu perché pare sia un po’ meno turistica e più scenografica (e poi c’è la discesa con il toboga!).

La nostra guida, il cinesissimo Joe, ci attende. Andare alla muraglia con la macchina si è rivelata la soluzione migliore, a meno di non prenotare un tour organizzato in autobus. Non avevamo proprio voglia di andare con mille altre persone, quindi spulciando in rete ho trovato il nominativo di Joe con un sacco di recensioni positive. Gli scriviamo qualche giorno prima e ci mettiamo d’accordo per la visita.
Alle 9 siamo già sul posto e prendiamo subito la seggiovia che ci porta in cima: la vegetazione e il paesaggio sono mozzafiato e la Muraglia si snoda imponente fino a perdersi all’orizzonte.

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La Grande Muraglia © Mettersi in viaggio

Come spesso è accaduto in questi giorni, ciò che l’uomo è stato capace di costruire ci lascia senza parole.
Raggiungiamo la prima torretta, scendiamo rampe, scendiamo gradini, poi ci giriamo e ci rendiamo conto che DOBBIAMO RIFARE TUTTO IN SALITA.
Torniamo a Pechino e per il pomeriggio-sera il programma prevede:

  • visita al Don Hua Men Market con assaggio di animali vari tipo cavallette e stelle marine –> fatto (ci siamo risparmiate ragni, scorpioni e testicoli di capra)
  • scazzo con vari e svariati tassisti che non vogliono portarci dove vogliamo andare –> fatto
  • scorpacciata di ravioli ripieni di qualsiasi cosa da Mr. Shi’s Dumplings –> fatto
  • ennesimo shopping con acquisto di regali per amici e parenti –> fatto
  • ri-scazzo con tassisti che non vogliono portarci all’hotel –> fatto

È ora quindi di ripreparare i bagagli perché il giorno dopo abbiamo un aereo che ci porterà in Thailandia per un po’ di relax, ma questa è un’altra storia!

There are 4 comments for this article
    • Polly Agosto 3, 2018 11:23 am

      In realtà abbiamo anche avuto fortuna con il cielo. Quando siamo state al quartiere olimpico era stranamente di un blu spettacolare! Grazie per la visita.

  1. Nicoletta Agosto 3, 2018 5:04 pm

    Dei posti in cui sei stata tu, a me mancano Datong e Pingyao, e ovviamente Guilin senza l’alluvione! Siamo state anche nello stesso hotel in un paio di occasioni. Ottimo tour!

    • Polly Agosto 4, 2018 11:24 am

      Io invece sarei voluta andare a Hangzhou e Suzhou, ma non c’è stato tempo. Poi leggendo il tuo itinerario, ho scoperto anche l’escursione al monte Emei che deve essere stata davvero bella!

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